2 finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios
3 temptaris numeros. Ut melius, quidquid erit, pati,
4 seu plures hiemes, seu tribuit Iuppiter ultimam,
5 quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare
6 Tyrrhenum: sapias, vina liques, et spatio brevi
7 spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida
8 aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.
1. Non domandarti – non è giusto saperlo – a me, a te
2. quale sorte abbian dato gli dèi, e non chiederlo agli astri,
3. o Leuconoe; al meglio sopporta quel che sarà:
4. se molti inverni Giove ancor ti conceda
5. o ultimo questo che contro gli scogli fiacca le onde
6. del mare Tirreno. Sii saggia, mesci il vino
7. – breve è la vita – rinuncia a speranze lontane. Parliamo
8. e fugge il tempo geloso: carpe diem, non pensare a domani.
Carpe Diem... è sempre stato il motto della mia vita, vivere il presente al meglio senza pensare al futuro... senza rischiare di bruciare quell'attimo ... anche se purtroppo la vita molte volte mi porta a pensare troppo, a "programmare".. ad avere paura di lasciarmi andare, di fare la scelta sbagliata, di soffrire e soprattutto di far soffrire...
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